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cartellone 2007
PERCORSI della MEMORIA racconti, ricordi, gesta epoche e poetiche della nostra gente
lunedì 16, martedì 17 luglio - ore 21.30
TORNA MARZO SU QUESTA TERRA
di Mario Bertera
Commedia con musiche, con l’Accademia Teatrale Teamus. Regia di Rino Condercuri.
l’amore e la guerra tra le luci ed i colori del Garda ed il Baldo
Con il “tutti a casa” di quell’8 settembre del 1943, molti giovani furono costretti a diventare uomini. Alcuni finirono travolti dalla ineluttabilità degli eventi, talora senza possibilità di scelta. Altri, dopo molti dubbi e incertezze, ne uscirono sospinti dai valori dell’amicizia, l’amore, la fede. E’ il caso dei protagonisti della commedia, un giovane studente veronese che si considera “idealista temporaneamente in prestito all’azione” e dell’avvenente profuga dalmata che porta nel gruppo la carica della sua prorompente femminilità. Così lo spettacolo si dipana, alternando il racconto di drammatiche vicende con struggenti storie d’amore e slanci di emozionanti colpi di scena, in un’avventura che diventa sempre più seria e rischiosa. Il tutto sullo sfondo di quel fascinoso lembo di terra tra il Garda, il Baldo e la città di Giulietta e Romeo. In controluce gli
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giovedì 19, venerdì 20 luglio - ore 21.30
PAESE PERDUTO
di Dino Coltro
Con Tiziano Gelmetti e la fisarmonica di Vittorio Bentivoglio. Estravagario Teatro
come eravamo,senza nostalgie, in un percorso a ritroso attraverso la storia dei campi
Si raccontano le vicende del bracciantato dai primi del ‘900 fino alle soglie della rivoluzione industriale, testimoniando la realtà delle campagne venete di quasi 100 anni e la presa di coscienza sociale del bracciantato di fronte ai fatti e agli accadimenti della storia. Una storia di campi, di stalle, di letame e sudore, vista attraverso la lente di Coltro che ha il merito di far rimanere la cultura contadina una cultura soprattutto di uomini. Senza nostalgie o rimpianti, affiora un mondo che sembra tanto distante ma che in realtà fa parte della nostra storia recente, valori ed ideali che purtroppo sono andati perduti. Lo spettacolo è tratto da testi in poesia e prosa di Coltro . Una poetica a volte dura ed amara, a tratti malinconica ma mai banale, profonda e commuovente proprio perché veritiera. I testi sono stati scelti per offrire una storia breve e godibile, ricercando i ricordi, tradizioni e aneddoti, intervallati da belle musiche del tempo eseguite alla fisarmonica.
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lunedì 23, martedì 24 luglio - ore 21.30
1917, MONTE ORTIGARA Il calvario degli alpini
di Raja Marazzini e Stefano Paiusco
Racconto teatrale in atto unico, regia di Stefano Paiusco
un inno alla pace ed un monito a non dimenticare
Cosa accadde nel giugno del 1917 sul monte Ortigara e perché morirono, in pochi giorni, più di venticinquemila militari italiani e ottomila soldati austro-ungarici in una battaglia che, sotto il profilo della storia militare, non ha avuto una particolare rilevanza? Un attore cercherà di fare luce su quel tragico episodio, le cui cause sono rimaste ancor oggi oscure e avvolte da un alone misterioso, attraverso una dettagliata ricostruzione storica che si incrocia con la poesia ed il teatro di evocazione. L’attore, solo in scena, sarà accompagnato dai più bei canti degli alpini di quel periodo e da spezzoni di filmati originali dell’epoca. Uno spettacolo che vuole far conoscere alle nuove generazioni un avvenimento storico che ha lasciato nel nostro immaginario collettivo il ricordo di un inutile sacrificio e il monito a non dimenticare.
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giovedì 26, venerdì 27 luglio - ore 21.30
IL PONTE SUGLI OCEANI. AMORI
di Raffaello Canteri
Teatro Impiria, con Walter Perareo, regia di Andrea Castelletti. Musiche eseguite dal vivo dall’Acoustic Duo
un viaggio avventuroso e poetico, comico e commovente, da una parte all’altra del mondo
L’epopea di una famiglia di emigranti attraverso le vicissitudini di quattro generazioni. Un viaggio avventuroso e poetico, comico e commovente, da una parte all’altra del mondo, dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni: Brasile, Argentina, Stati Uniti, Australia, Lorena, sino all’attuale comunità del web. Un viaggio nei sentimenti e dentro il senso e la geografia della nostra esistenza e delle nostre radici. Con un divagare nei generi musicali dell’ultimo secolo di continente in continente, viene reinterpretato l’animo degli emigranti, rimandando alle emozioni e sentimenti delle diverse epoche. Lo spettacolo è un omaggio ai nostri padri e un inno alla speranza e al sogno, alla sofferenza e alla gioia. Un ponte tra il passato e il presente, che racconta da dove veniamo e cerca di prefigurare dove andiamo. Perché tutto ciò che è stato non resti patrimonio esclusivo di chi l’ha vissuto.
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sabato 28 e domenica 29 luglio - ore 21.30
L’OSTO DE VERONA
di David Conati, Maurizio Zangarini, Guido Ruzzenenti
Con Guido Ruzzenenti, regia di Massimo Totola Musiche di Luca Degani eseguite dal vivo dai Tremalnaik
una testimonianza della Verona di due secoli fa, tra eventi di straordinaria portata storica ed episodi di vita quotidiana
Uno spettacolo di ricerca e valorizzazione storica locale, tratto dai veri diari del proprietario dell'osteria “Tre Corone” in Corte Farina, scritti dal 1796 fino al 1834. Vengono così narrati di straordinaria portata storica ed episodi di vita quotidiana, per un periodo che va dalle tristi Pasque Veronesi al 1830. Quarant’anni in cui successe di tutto, dalla caduta della Serenissima, all’ascesa di Napoleone, alla dominazione austriaca, ma anche piene dell’Adige, memorabili nevicate, carestie, l’abbattimento dell’Arco dei Gavi e la costruzione della Gran Guardia. Ci sono poi gli episodi di vita quotidiana: dai problemi con i clienti alla corrispondenza d'amore tra l'oste e la moglie, dalle ricette dell’epoca alla cura del vino e la manutenzione del locale. Il tutto con quel dialetto proprio dei primi dell’Ottocento, che il linguista Rapelli ha profuso nel copione e musiche originali ispirate a brani tradizionali dell'epoca
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martedì 31 luglio - ore 21.30
MI CHIAMANO GARRINCHA
di Darwin Pastorin
Fondazione Aida, con Lorenzo Bassotto e Emanuela Camozzi Voce off di Bruno Pizzul. Regia di Fabio Mangolini e Lorenzo Bassotto
le infinite tenerezze del calcio e la sua insostenibile leggerezza e tutta la Vita che vi ruota attorno
Lo spettacolo è la trasposizione teatrale del libro “Lettere a mio figlio sul calcio”, del noto giornalista sportivo Darwin Pastorin, adattato in forma scenica a Fabio Mangolini Maria Grazia Capulli e da Pastorin medesimo. Tutto ruota attorno ad un pallone, la vita della povera gente e dei personaggi mondiali, i bambini ed i papà, il Brasile terra di emigranti italiani e l’Italia del miracolo economico, Herrera e Rocco, il sole di Rio e le nebbie di Torino, l’euforia degli anni 60 ed il Vietnam, le figurine panini, l’urlo di Tardelli.... I sogni e le asprezze di tutta la nostra epoca, attraversata dal filo rosso del calcio. Un viaggio nella memoria attraverso le gesta di personaggi che, dentro e fuori dal campo di gioco, hanno regalato emozioni e divertimento a milioni di persone: il calcio diventa sinonimo e simbolo del riscatto di un’umanità spesso dolente, povera, ma desiderosa di sognare
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giovedì 2 agosto - ore 21.30
VAJONT – STORIA DI UN DISASTRO Manuale di (d)istruzione
di Enrico Allegrini
Compagnia di Castelrotto, regia di Tiziano Gelmetti
ricordare tragedie causate dalla cupidigia dell’uomo è un dovere nei confronti di coloro che vi persero la vita
Il monte Toc e gli italiani degli anni '60. Tutto ruota attorno dalla relazione che si instaura tra questi protagonisti. Una testimonianza teatrale del tragico evento del Vajont, elaborata da diverse fonti, che pur ricordando precedenti realizzazioni (Paolini) propone una sua interessante originalità. Quella di presentare i protagonisti di questa vicenda portandoli sulla scena, con le loro certezze (poche), i loro dubbi (tanti) e, purtroppo le loro inammissibili e gravi consapevoli omissioni, leggerezze e superficialità. L'artificio, la natura e gli uomini, questi sono i tre elementi universali che hanno dato il via a questa tragedia. Pensiamo che anche gli spettatori che assisteranno a questa denuncia teatrale, così come è successo agli attori che l’hanno interpretata, resteranno colpiti e proveranno gli stessi sentimenti di incredulità ,rabbia e paura, che provarono gli abitanti di quelle zone, prima di perdere la vita nella tragedia.
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