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venerdì 29 giugno - ore 21.30 > festivallibro
In apertura di serata Mauro dal Fior omaggia Berto Barbarani con il suo "Giulieta e Romeo,,
ZULIETA E ROMEO
di Vittorio Betteloni
Con Walter Peraro e Bruno Prosdocimi Musiche medioevali eseguite dal vivo da Insieme Musica Viva Allestimento a cura del Teatro Impiria
Le molto note gesta di Giulietta e Romeo vengono qui raccontate nel poco noto poema di Vittorio Betteloni. Il poema in lingua veronese è affidato alla sapiente voce dell’attore Walter Peraro, con l’accompagnamento di musiche medioevali eseguite dal vivo dal gruppo Insieme Musica Viva che riconducono alle atmosfere in cui si svolsero le vicende narrate. Alla voce e musica si sovrappongono le suggestive immagini realizzate per l’occasione dal pittore Bruno Prosdocimi, proiettate a tutta scena: 150 disegni, uno per ogni ottava del poema. Questa di Vittorio Betteloni è un opera di perentoria bellezza poetica, che rivela la sanguigna veronesità del poeta.
- Vittorio Betteloni - Inizia, appena adolescente, a buttar giù versi con l'incoraggiamento del padre Cesare. Frequenta i poeti della Scapigliatura milanese e col Carducci stringe un'amicizia destinata a durare tutta la vita, che lo incoraggia nell’attività poetica. Alternando la sua attività tra l’insegnamento ed il giornalismo per L'Adige e L'Arena, pubblica le sue opere poetiche in “In primavera" (1869), "Nuovi versi" (1880) e "Crisantemi" (1903). Ha scritto un romanzo, nel 1896, per titolo "Prima lotta". Nei primi decenni dell’Unità rifiuta l’enfasi risorgimentale ed il patetismo romantico. I versi del Betteloni, volutamente prosastici in modo da aderire alla dimensione dimessa dei piccoli casi quotidiani, hanno un andamento narrativo ora rappresentando liete rievocazioni di amori giovanili, ora ripiegandosi in un controllato intimismo. Muore nel 1910 nella villa che porta il suo nome a Castelrotto.
NEL BEL MÈSO DE ‘NA NOTE NE L’ISTÀ DE MÈSO
di Luciano Ravazzin
Con Mauro Dal Fior, Guido Ruzzenenti, Giorgio Avanzini e gli attori del Teatro Impiria. Regia di Andrea Castelletti Musiche rinascimentali eseguite dal vivo da Insieme Musica Viva
Una liberissima traduzione in dialetto veronese in rime del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare. La commedia, che testimonia in modo nuovo ed originale il rapporto che lega Verona a Shakespeare, è tratta dal libro “Magna Verona” di Ravazzin, noto critico teatrale de L’Arena. Da una piccola valigia di cartone si estraggono una serie di copricapo, capaci di evocare da soli, con la forza del particolare caratterizzante, le figure della commedia. Ravazzin ottiene con il dialetto irresistibili effetti, mescolando e alterando tragico e comico. Ma il dialogo è un intarsio di dialetto e linguaggi moderni, inglese, francese, ammiccando allo spettatore con una serie di rimandi al quotidiano
- Luciano Ravazzin - Nel 1968 è diventato il più giovane giornalista professionista del Veneto. Ha scritto per il Gazzettino, L’Arena, e il Corriere della Sera, ma la sua carriera giornalistica è legata soprattutto al giornale di Verona, dove è stato a lungo prima cronista e poi critico teatrale. Avvicinatosi alla poesia “per caso”, dopo una gavetta da paroliere, Ravazzin si cimenta con la lingua di Berto Barbarani sperimentando nuove vie e possibilità del dialetto, pubblicando una sua prima raccolta di poesie “Magna Verona”
INFO Teatro Impiria 340 5926978
info@teatroimpiria.net
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sabato 30 giugno - ore 21.30 > festivallibro
IO BALLO DA SOLO E NON BEVO NEGRONI
di Alberto Fezzi
Alberto Fezzi legge brani dei suoi libri di grande successo, "Sognando un Negroni" e "Io Ballo da solo (però mi guardo intorno)". Special Guest: Paul Santinato alla chitarra.
canzoni, risate e riflessioni sulla nostra città, sull'amore, e non solo
Una serata in bilico tra il reading e lo spettacolo. Con l’accompagnamento musicale della chitarra di Santinato, Alberto Fezzi ci porterà all’interno dei suoi trattati sui giovani, su Verona, sull’amore e loro varie combinazioni. Una serata un po’ comica e un pò scettica, tra canzoni, battute fulminanti e sociologia da quattro soldi. Una esilarante satira di paradossale ironia, una descrizione dei giovani veronesi, le loro contraddizioni e aspetti grotteschi. Tra locali, trattorie e belle feste, gli incontri indimenticabili si parla di donne normali e donne folli e di uomini, dai maniaci sessuali a quelli incredibilmente romantici, di coppie e di single, di gioia e solitudine.
- Alberto Fezzi - Nato nel 1977 a Verona, dopo la maturità classica si è laureato in Giurisprudenza. Attualmente svolge la professione di avvocato. E di scrittore, ovviamente. E' inoltre autore di testi musicali e scrive su un quotidiano locale. Ha debuttato con il libro “Sognando un Negroni”, con la prefazione di Vittorino Andreoli, che a Verona è stato un grande successo, oltre che un vero e proprio caso letterario, per come ha saputo descrivere i giovani veronesi ed i giovani in generale. Con il suo secondo libro, "Io ballo da solo (però mi guardo intorno)", con la prefazione di Gigi Rizzi ha trattato il tema del rapporto tra uomo e donna, in modo ironico, satirico, ma anche romantico e riflessivo. Per la fine dell’anno è prevista l'uscita del suo terzo libro che si intitolerà "Fino alle lacrime".
INFO Alberto Fezzi info@albertofezzi.com www.albertofezzi.com
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domenica 1 luglio - ore 21.30
SERATA DI GALA
Il grande compositore e pianista veronese Giannantonio Mutto è il protagonista della Serata di Gala inaugurale del Festival.
Un’occasione imperdibile per tutti gli amanti della buona musica e del teatro.
Il maestro Mutto è talentuoso pianista e compositore, che ha composto musiche di scena per il teatro e per il cinema vincendo numerosi festival nazionali. Le sue musiche e canzoni sono state protagoniste di molti lavori di tante compagnie teatrali veronesi e non solo, sia amatoriali e che professioniste.
Con un concerto del Quintetto Estravagario, molte di queste musiche, scritte in oltre venti anni di attività, sono qui riproposte, sia in forma musicale che cantata, con tanti artisti ed amici ospiti ad interpretarle. A condurre la serata è Alberto Bronzato, che presenta i vari brani musicali, rievocando gli spettacoli per cui furono scritti, tra aneddoti e ricordi. Un concerto che diventa quindi un’operazione di grande spessore, inedita a antologica, che ripercorre un po’ la storia del teatro veronese. Una serata magica che sarà un momento di comunione per le tante persone di teatro veronesi, onorate dalla collaborazione del compositore. Ma anche un doveroso omaggio alla produzione artistica del Maestro e una forma di “ringraziamento” all’uomo Mutto per quanto ha fatto per il teatro. n
Durante la serata, tra un’esecuzione e l’altra del Maestro Mutto, verranno presentati tutti gli spettacoli del Festival, con brevi esibizioni dei vari artisti partecipanti e interviste agli autori
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lunedì 2, martedì 3 luglio - ore 21.30 > serate d'allegria
ovvero come è nato il capolavoro del “Romeo e Giulietta,,
di Piero Marcolini
Teatro Impiria, regia di Andrea Castelletti. Musiche di Franco Bignotto e Vinicio Bianchini
una allegra commedia con canti e balli su quel mondo appassionante in cui si plasmò l’arte di Shakespeare e i suoi rapporti mitici con Verona
E’ il 1591, i teatri sono chiusi per la peste. Il giovane Shakespeare si ritira con la sua compagnia a Stratford, dove trascorre le giornate nella locanda Al Cigno. Una sera giungono due mercanti da Verona e durante la cena, tra brindisi e balli, raccontano la leggenda dei Capuleti e Montecchi. E’ proprio la storia che Shakespeare andava cercando per scrivere una intensa tragedia d’amore! Lavorerà tutta la notte per creare il suo grande dramma. Il giorno seguente la compagnia dà subito avvio alle prove della nuova tragedia. La Regina Elisabetta, di passaggio da Stratford, si trattiene ad assistere alle prove e, incantata dalla scena del balcone, dà appuntamento a tutti a Londra, dove poco dopo debutterà “Romeo and Juliet”. Uno spettacolo che mostra uno spaccato veridico sul fertile mondo teatrale inglese del periodo elisabettiano. I costumi, le musiche, la scena, l’approfondimento dei personaggi sono frutto di una attenta analisi basata su elementi storici e teatrali.
- Piero Marcolini - Giornalista e scrittore dal 1967, arriva a scrivere una trentina di libri per Mondadori, alcuni tradotti in varie lingue. Le sue storie approdano in RAI con gli sceneggiati “I figli dell’Ispettore”, girati nel 1983 a Verona. In questi ultimi anni ha scritto “Il porto della memoria”, “Piazza Bra” e “Ritorno in Bra”. L‘incontro con il teatro e con la recitazione avviene nel 1976 come sceneggiatore della RAI e autore delle commedie “Un castello scozzese” e “Nell’alto dei cieli”. Di ritorno dal un viaggio a Stratford-on-Avon, scrive in tre giorni “La notte di Shakespeare”, poi riadattata e sviluppata da Andrea Castelletti per l’allestimento scenico.
INFO Teatro Impiria 340 5926978 info@teatroimpiria.net www.teatroimpiria.net
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dal 6 al 15 luglio - ore 21.30 > serate d'allegria
CHIUSO PER WESTERN il musical
di Paolo Panizza
Teatro Impiria, regia di Paolo Panizza. Canzoni di Giannantonio Mutto e musiche di scena di Fabio Valenza
una commedia musicale, sia per famiglie che per appassionati del cinema d’essai
Due spietati fuorilegge si danno casualmente appuntamento in un paesino dello sperduto west per rapinarne la banca. Ma è una trappola per catturarli insieme. Arrivano in paese il corriere della National Bank ed un cacciatore di taglia. Non mancano lo sceriffo, la maestrina, il barista del saloon, la “ballerina”, gli scemi del villaggio, insomma tutta quella fauna che forma il classico genere western, dove l’amore la farà comunque da padrone. Una girandola di situazioni classiche da film western riviste con una comicità surreale e scanzonata, che strizza l’occhio ai fratelli Marx, a Mel Brooks e ai Monty Python. Un frullato di musica e battute, giochi di parole e canzoni. La commedia fu già rappresentata vent’anni fa in forma solo teatrale, vincendo molti festival. Il rifacimento ora in forma di commedia musicale, lascia intatto il corpo comico e aggiunge musiche e canzoni originali di grande qualità che si innestano perfettamente nella girandola del copione.
- Paolo Panizza - Inizia la sua carriera fondando nel 1983, poco più che ventenne, una compagnia di prosa, lo Zarathustra Teatro, istituita soprattutto per allestire commedie da lui stesso scritte e dirette, con cui vince numerosi premi nazionali. Contemporaneamente coltiva alcune importanti collaborazioni con il Maestro Pier Luigi Pizzi, regista lirico tra i più attestati a livello mondiale. I successi del palcoscenico e l’originalità delle sue opere gli schiudono le porte della regia televisiva, lavorando nel campo della pubblicità e della fiction. Negli anni ‘90 lavora come assistente regista per l’Arena e dal 2000 decide di dedicarsi a tempo pieno alla lirica. Da allora si infittiscono le produzioni con Pizzi e arrivano anche le prime regie importanti nel campo dell'Opera.
INFO Teatro Impiria 340 5926978 info@teatroimpiria.net www.teatroimpiria.net www.chiusoperwestern.net
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lunedì 16, martedì 17 luglio - ore 21.30 > percorsi della memoria
TORNA MARZO SU QUESTA TERRA
di Mario Bertera
Commedia con musiche, con l’Accademia Teatrale Teamus. Regia di Rino Condercuri.
l’amore e la guerra tra le luci ed i colori del Garda ed il Baldo
Con il “tutti a casa” di quell’8 settembre del 1943, molti giovani furono costretti a diventare uomini. Alcuni finirono travolti dalla ineluttabilità degli eventi, talora senza possibilità di scelta. Altri, dopo molti dubbi e incertezze, ne uscirono sospinti dai valori dell’amicizia, l’amore, la fede. E’ il caso dei protagonisti della commedia, un giovane studente veronese che si considera “idealista temporaneamente in prestito all’azione” e dell’avvenente profuga dalmata che porta nel gruppo la carica della sua prorompente femminilità. Così lo spettacolo si dipana, alternando il racconto di drammatiche vicende con struggenti storie d’amore e slanci di emozionanti colpi di scena, in un’avventura che diventa sempre più seria e rischiosa. Il tutto sullo sfondo di quel fascinoso lembo di terra tra il Garda, il Baldo e la città di Giulietta e Romeo. In controluce gli
- Mario Bertera -
INFO 340 3456945
rirak@tiscali.it
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mercoledì 18 luglio - ore 21.30 > mercoledì cabaret
LA LEGGENDA DEL DADO AUTORE
di Dado Tedeschi
Dado Tedeschi presenta i cabarettisti Carlo Giuffra, Vanessa Giuliani, Pierpaolo Paganelli, Marco e Pippo, Antonio Innocenti, Claudio Masiero, Simone Olivieri, i Rospi
Spettacolo comico collettivo di stampo televisivo: un presentatore (Dado Tedeschi) anche comico e una rassegna di nomi che entrano ed escono proponendo monologhi, personaggi ed entrate a schiaffo. Ma lo spettacolo è qualcosa in più, è anche un omaggio a quella figura spesso messa in sordina che è l’autore (teatrale e televisivo). In chiave felliniana, abbiamo un autore-comico che fa uno spettacolo in cui racconta la sua professione di autore. Cita e recita pezzi dei comici famosi per cui ha lavorato (Batta, Oreglio, Pozzoli/De Angelis, Timoteo, Forest) e contemporaneamente porta con sé dei cabarettisti per cui scrive. Ecc che nell’arco dello spettacolo scopriamo sia la forza dell’autore che recita cose senza l’ausilio della personalità del comico a cui le cose sono destinate, sia la forza del comico che collabora con l’autore nella mise in scene. Solo che per una volta il gioco non è solo offerto come prodotto finito ma è scoperto in tutte le sue fasi.
- Dado Tedeschi - Nato a Verona, dalla fine degli anni 80 vive a Milano e fa il comico. Dopo una carriera (che peraltro continua) come comico e cabarettista, ha affiancato a queste due attività quella di autore, negli ultimi anni, collaborando con i più grandi cabarettisti: Flavio Oreglio, Claudio Batta, Gabriele Cirilli e molti altri. E coautore di Mister Forest, con cui collabora da anni per le edizioni di “Mai dire domenica” “Mai dire lunedì” “Mai dire martedì” e “mai dire grande fratello”. Per la tv ha inoltre scritto per Zelig Circus, Festivalbar, Markette, Colorado Cafe’ Live. Ha anche pubblicato alcuni libri: “Temi stolti pardon svolti” (due edizioni) e “La cricca del ghigno” con Leonardo Manera e altri.
INFO Dado Tedeschi dadotedeschi@infinito.it www.dadotedeschi.it
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giovedì 19, venerdì 20 luglio - ore 21.30 > percorsi della memoria
PAESE PERDUTO
di Dino Coltro
Con Tiziano Gelmetti e la fisarmonica di Vittorio Bentivoglio. Estravagario Teatro
come eravamo,senza nostalgie, in un percorso a ritroso attraverso la storia dei campi.
Si raccontano le vicende del bracciantato dai primi del ‘900 fino alle soglie della rivoluzione industriale, testimoniando la realtà delle campagne venete di quasi 100 anni e la presa di coscienza sociale del bracciantato di fronte ai fatti e agli accadimenti della storia. Una storia di campi, di stalle, di letame e sudore, vista attraverso la lente di Coltro che ha il merito di far rimanere la cultura contadina una cultura soprattutto di uomini. Senza nostalgie o rimpianti, affiora un mondo che sembra tanto distante ma che in realtà fa parte della nostra storia recente, valori ed ideali che purtroppo sono andati perduti. Lo spettacolo è tratto da testi in poesia e prosa di Coltro . Una poetica a volte dura ed amara, a tratti malinconica ma mai banale, profonda e commuovente proprio perché veritiera. I testi sono stati scelti per offrire una storia breve e godibile, ricercando i ricordi, tradizioni e aneddoti, intervallati da belle musiche del tempo eseguite alla fisarmonica.
- Dino Coltro - Nato nel 1929, cresce in una tipica corte della Bassa Veronese. Avviato al lavoro salariale, riuscì con l’impegno dell’autodidatta a diventare maestro. Con l’insegnamento iniziò anche la sua attività sociale promuovendo numerose cooperative agricole, tra cui la Cooperativa della Cultura di Rivalunga, un’iniziativa socio-pedagogica che anticipò tendenze e metodi del rinnovamento della scuola. Col tempo si è dedicato interamente alla ricerca della tradizione orale veronese e veneta, pubblicando molte opere di poesia, narrativa, ricerca e teatro, ottenendo molti riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro della Repubblica e la “laurea honoris causa” per essere stato rispettoso e illuminato educatore. Tra la diverse produzioni teatrali, si ricordano “Col bel fucil contro il nemico vil”, realizzato con La Barcaccia di Giorgio Totola nei primi anni ’70 e “La lucerna del filò” del Piccolo Teatro di Oppeano.
INFO Estravagario Teatro 045 512452 info@estravagario.net www.estravagario.net
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sabato 21 luglio - ore 21.30 > serate d'allegria
STO DA DIO
di Tina Venturi
Con Tina Venturi e la cantante lirica Liliana Oliveri
uno show al femminile di umorismo fine ed elevato, che fa sorridere e riflettere
Sto da Dio. A casa di Dio. Sì, abito in periferia. Ho pochissimi punti di riferimento nella mia vita. Il più importante è Gesù. Poi c’è l’Ikea e la mitica linea 90. In ogni casa di Milano che si rispetti, si trovano: la Bibbia, un catalogo dell’Ikea e la cartina della città con tutti i mezzi pubblici ben evidenziati. Per quanto riguarda Gesù... beh come il computer, anche Lui salva e cancella tutti i nostri peccati. Altro che Northon Anivirus! Con una comicità di alto livello, Tina Venturi racconta il suo rapporto con il Padre, quello di tutti. Si scopre così che Dio è uno tipo divertente, con il quale si può scherzare, dialogare, ridere, piangere. E con lei tanti personaggi di natura diversa, tutti interpretati da Tina Ventri, nei quali ogni spettatore può riconoscere parte di sé. Da personaggi fantomatici a Condolezza Rice a Margie Simpson. Tra uno sketch e l’atro, colorano lo spettacolo le canzoni in versione lirica che riprendono i personaggi.
- Tina Venturi - Muove i primi passi nel teatro amatoriale veronese a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, distinguendosi per la sua forte verve comica. Successivamente volge la sua carriera in direzione professionistica trasferendosi a Milano. Oggi è molto nota nell’ambiente milanese, dove tiene diverse serate nei vai locali milanesi di cabaret e teatri, riscuotendo un grande successo. Al grande pubblico è nota per i suoi lavori in teatro con Ric e Gian (tra cui “Un pigiama per sei”) e per le sue incursioni televisive come spalla di Gerry Scotti. Tra i film che ha fatto si ricordano “Fuochi d’artificio” al fianco di Pieraccioni e “Tutti giù per terra” di Ferrar
INFO
Tina Venturi tina@tinaventuri.it
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domenica 22 luglio - ore 21.30
LA LINGUA RECISA Il tragico monologo di Calibano
di Nevio Gàmbula
Scritto e recitato da Nevio Gàmbula.
un poema epico, allegoria della caduta dei movimenti rivoluzionari del Novecento
Da un lato, il filo conduttore della pièce è la condizione di sconfitto vissuta da Calibano, lo schiavo deforme che anima La tempesta di Shakespeare; dall’altro, l’attore veste i panni del mamuthone, la maschera più rappresentativa di quel grande carnevale tragico che si svolge in Sardegna. Mentre la scelta di Calibano disegna la pièce come allegoria della “caduta nel fango” dei movimenti rivoluzionari del Novecento, la scelta di vestire i panni del mamuthone le dà valenza di un rito che riporta alle radici del teatro, confermando quella ipotesi di lavoro che vede il teatro come convocazione di una comunità davanti ai propri dubbi e il corpo dell’attore l’unica scena possibile. Lo spettacolo è costruito ricorrendo ad una miscela esplosiva di invenzioni vocali e di temi narrativi, dove l’attore, con la sua scrittura del corpo, smuove ritmicamente il linguaggio, costringe le parole a farsi carne, cercando di alludere, con la propria alterità, ad un’altra dimensione umana.
- Nevio Gàmbula - Sardo di nascita, ha frequentato la Scuola d'Arte Drammatica di Torino, collaborando quindi con Stalker Teatro e la compagnia Marcido Marcidoris & Famosa Mimosa. Dal 1999 risiede a Verona. E' redattore di alcune riviste e blog nazionali, su cui sono apparsi suoi saggi su teatro, poesia, linguaggio, politica. Ha realizzato diversi spettacoli in veste di autore e attore. Ha pubblicato il testo teatrale “La resa di Amleto, glaciazione” e “La discordia teatrale”con prefazione di Francesco Muzzioli, mentre il frammento drammaturgico “La morte di Tersite” è compreso nell'antologia “Assuma - Forme della poesia contemporanea” e il poema scenico “Erodiade” nell’Almanacco Odradek 2003.
INFO Nevio Gàmbula 333 1504045 neviogambula@tele2.it
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lunedì 23, martedì 24 luglio - ore 21.30 > percorsi della memoria
1917, MONTE ORTIGARA Il calvario degli alpini
di Raja Marazzini e Stefano Paiusco
Racconto teatrale in atto unico, regia di Stefano Paiusco
un inno alla pace ed un monito a non dimenticare
Cosa accadde nel giugno del 1917 sul monte Ortigara e perché morirono, in pochi giorni, più di venticinquemila militari italiani e ottomila soldati austro-ungarici in una battaglia che, sotto il profilo della storia militare, non ha avuto una particolare rilevanza? Un attore cercherà di fare luce su quel tragico episodio, le cui cause sono rimaste ancor oggi oscure e avvolte da un alone misterioso, attraverso una dettagliata ricostruzione storica che si incrocia con la poesia ed il teatro di evocazione. L’attore, solo in scena, sarà accompagnato dai più bei canti degli alpini di quel periodo e da spezzoni di filmati originali dell’epoca. Uno spettacolo che vuole far conoscere alle nuove generazioni un avvenimento storico che ha lasciato nel nostro immaginario collettivo il ricordo di un inutile sacrificio e il monito a non dimenticare.
- Stefano Paiusco - E' attivo in teatro dal 1978. Attore, autore e regista teatrale e cinematografico. Ha collaborato con molti protagonisti del teatro italiano e dialettale veneto. Nel 1994, inizio della sua carriera come attore monologhista, è il primo attore autorizzato da Gaber a portare in scena “Il Grigio”. Ha pubblicato nel 2001 il libro: “2otto80, Stazione di Bologna: OMISSIS”, da cui è stato tratto lo spettacolo teatrale, e “Cile, 11 settembre 1973” con la prefazione di Sergio Cofferati. Nel 2004 ha scritto e interpretato tutti i monologhi dello spettacolo “Se ci fosse Gaber”, ispirato alla figura di Giorgio Gaber. Ha realizzato il film-documento “Spiriti Liberi, 1941-45 Ribelli a Verona” sui ribelli che combatterono il nazifascismo a Verona. Da un'idea della figlia di Gaber, con il cantante Giulio D'Agnello ha inciso il cd: "L'illogica speranza", tributo al teatro-canzone di Gaber e Luporini.
INFO Stefano Paiusco 348 5632745 stefanopaiusco@tin.it
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mercoledì 25 luglio - ore 21.30 > mercoledì cabaret
CONATI D’AMORE
di Dado Tedeschi
Con Dado Tedeschi, un logorroico del cabaret
l’amore rende stupidi e io da perfetto idiota ne posso parlare
Una miriade di parole, concetti, riflessioni, seguendo un filo preciso solo per perderlo continuamente, senza soluzione di continuità. Ma in mezzo a questo magma di argomenti che spaziano come lapilli impazziti in tutte le direzioni prende forma la vera esigenza di Dado Tedeschi ovvero l’amore, nelle sue mille sfaccettature. Dalla necessità del sesso, all’amore vissuto per interposta persona, dall’amore di coppia che è fatto di confidenza, alle incomprensioni che sembrano essere sempre parte integrante di un rapporto, da una necessità di essere all’altezza sempre, allo scontro con i modelli d’amore ideale che ci vengono propinati in modo losco dai mass media. Con linguaggio adulto ma sereno, Dado Tedeschi fa ridere e diverte perché quello che racconta sono le storie di tutti, si specchia in ogni sentimento e lo deforma fino a muovere l’inevitabile comicità di ogni situazione.
- Dado Tedeschi - Nato a Verona, dalla fine degli anni 80 vive a Milano e fa il comico. Dopo una carriera (che peraltro continua) come comico e cabarettista, ha affiancato a queste due attività quella di autore, negli ultimi anni, collaborando con i più grandi cabarettisti: Flavio Oreglio, Claudio Batta, Gabriele Cirilli e molti altri. E coautore di Mister Forest, con cui collabora da anni per le edizioni di “Mai dire domenica” “Mai dire lunedì” “Mai dire martedì” e “mai dire grande fratello”. Per la tv ha inoltre scritto per Zelig Circus, Festivalbar, Markette, Colorado Cafe’ Live. Ha anche pubblicato alcuni libri: “Temi stolti pardon svolti” (due edizioni) e “La cricca del ghigno” con Leonardo Manera e altri.
INFO Dado Tedeschi dadotedeschi@infinito.it www.dadotedeschi.it
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giovedì 26, venerdì 27 luglio - ore 21.30 > percorsi della memoria
IL PONTE SUGLI OCEANI. AMORI
di Raffaello Canteri
Teatro Impiria, con Walter Perareo, regia di Andrea Castelletti. Musiche eseguite dal vivo dall’Acoustic Duo
un viaggio avventuroso e poetico, comico e commovente, da una parte all’altra del mondo…
L’epopea di una famiglia di emigranti attraverso le vicissitudini di quattro generazioni. Un viaggio avventuroso e poetico, comico e commovente, da una parte all’altra del mondo, dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni: Brasile, Argentina, Stati Uniti, Australia, Lorena, sino all’attuale comunità del web. Un viaggio nei sentimenti e dentro il senso e la geografia della nostra esistenza e delle nostre radici. Con un divagare nei generi musicali dell’ultimo secolo di continente in continente, viene reinterpretato l’animo degli emigranti, rimandando alle emozioni e sentimenti delle diverse epoche. Lo spettacolo è un omaggio ai nostri padri e un inno alla speranza e al sogno, alla sofferenza e alla gioia. Un ponte tra il passato e il presente, che racconta da dove veniamo e cerca di prefigurare dove andiamo. Perché tutto ciò che è stato non resti patrimonio esclusivo di chi l’ha vissuto.
- Raffaello Canteri - Dopo una più che decennale esperienza di insegnamento, ha scelto la professione del giornalista. Il suo primo romanzo, "Un ponte per Luca", è stato segnalato al premio Viareggio. Pontiggia ne ha apprezzato “alcune qualità: la trasparenza dello stile, la grazia, delicata ma anche incisiva, dell’invenzione, la libertà del montaggio, l’ironia debitamente dissimulata”. Seguì poi una lunga serie di saggi politici e storici. Ultimamente si è focalizzato intorno alla microstoria locale della Lessinia, nel tentativo di riportare alla luce qualche pezzo di storia minima e dimenticata della sua gente. Sono frutto di questo sforzo gli ultimi libri: “Il pane dei Cimbri”, “L’Arciprete” e “Il ponte sugli oceani”.
INFO Teatro Impiria 340 5926978 info@teatroimpiria.net www.teatroimpiria.net
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sabato 28 e domenica 29 luglio - ore 21.30 > percorsi della memoria
L’OSTO DE VERONA
di David Conati, Maurizio Zangarini, Guido Ruzzenenti
Con Guido Ruzzenenti, regia di Massimo Totola Musiche di Luca Degani eseguite dal vivo dai Tremalnaik
una testimonianza della Verona di due secoli fa, tra eventi di straordinaria portata storica ed episodi di vita quotidiana
Uno spettacolo di ricerca e valorizzazione storica locale, tratto dai veri diari del proprietario dell'osteria “Tre Corone” in Corte Farina, scritti dal 1796 fino al 1834. Vengono così narrati di straordinaria portata storica ed episodi di vita quotidiana, per un periodo che va dalle tristi Pasque Veronesi al 1830. Quarant’anni in cui successe di tutto, dalla caduta della Serenissima, all’ascesa di Napoleone, alla dominazione austriaca, ma anche piene dell’Adige, memorabili nevicate, carestie, l’abbattimento dell’Arco dei Gavi e la costruzione della Gran Guardia. Ci sono poi gli episodi di vita quotidiana: dai problemi con i clienti alla corrispondenza d'amore tra l'oste e la moglie, dalle ricette dell’epoca alla cura del vino e la manutenzione del locale. Il tutto con quel dialetto proprio dei primi dell’Ottocento, che il linguista Rapelli ha profuso nel copione e musiche originali ispirate a brani tradizionali dell'epoca
- David Conati - Autore teatrale veronese, ha scritto più di trenta testi teatrali, molti dei quali sono stati portati in scena con successo da compagnie venete, piemonetesi, lombarde, trentine, marchigiane, sarde e siciliane... Collabora come traduttore con l'Agenzia Paola D'Arborio di Roma ed è docente presso la Scuola di teatro del Teatro Stabile di Verona e dell'Accademia Regionale dello Spettacolo. - Maurizio Zangarini - Docente di storia contemporanea alla Facoltà di Scienze della Formazione e di Storia del giornalismo alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Verona. Ha pubblicato diversi libri sulla storia di Verona, tra cui una raccolta storico cronologica sui diari di Valentino Alberti (Verona 1796 - 1834) "I diari dell'oste" da cui è stato tratto lo spettacolo - Guido Ruzzenenti - Attore e regista teatrale veronese è noto per aver preso parte a diverse produzioni con molte compagini teatrali veronesi. L’Osto di Verona è la sua prima scrittura teatrale, a sei mani.
INFO Guido Ruzzenenti 338 8282033 guido.ruzzenenti@alice.it www.lostodeverona.it
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lunedì 30 luglio - ore 21.30 > serate d'allegria
ROMEO E GIULLARATE
di Diego Carli
Compagnia del Minimoteatro, regia di Diego Carli
la tragedia delle tragedie comicamente raccontata da tre guitti
In 5 minuti viene portato in scena il famoso dramma shakespeariano, minimizzato, ridotto all’osso. Dodici atti da 5 minuti che fanno di Romeo e Giulietta un’incalzante carellata di stili interpretativi. In una sorta di “esercizi di stile”, i tre guitti sul palco presentano comicamente la tragedia con stile triste, allegro, apatico, western, japanese, fantascienza, all’indietro, eccetera, eccetera e ancora eccetera. Comicità, demenzialità, originalità basata sugli stereotipi che tutti condividiamo, portandoli all’estremo. Trascurando quasi completamente il testo, parte fondamentale dell'opera shakespeariana e riducendo i personaggi all'estremo, si è dato libera interpretazione al gesto, valorizzando l'attore come elemento sostanziale sul quale basare un lavoro drammaturgico. Uno spettacolo originalissimo e molto divertente, n cui si dà spazio a scene di improvvisazione su imbeccate del pubblico
- Diego Carli - Si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Venezia. E’ attore, autore, musicista e regista. Ha fondato nel 1987 il duo Zumpa&Lallero con cui si è esibito in tutta Europa. Successivamente ha collaborato con molte compagnie teatrali nazionali. Attualmente è membro della Compagnia The Incredible Jashgawronsky Brothers, il trio comico-musicale con il quale lavora sia in Europa che in Asia e del duo Diego e Paolo del cast di Zelig Off. Artista poliedrico, è da più di dieci attivo anni nell’ambito della musica tradizionale popolare, ha studiato mimo ed espressione corporea ed arti circensi. Conduce numerosi laboratori di teatro comico per adulti e ragazzi ed è autore di testi per la televisione e per i Laboratori di Cabaret.
INFO Minimoteatro 348 8967192 349-2852430 info@minimoteatro.it www.minimoteatro.it . - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
martedì 31 luglio - ore 21.30 > percorsi della memoria
MI CHIAMANO GARRINCHA
di Darwin Pastorin
Fondazione Aida, con Lorenzo Bassotto e Emanuela Camozzi Voce off di Bruno Pizzul. Regia di Fabio Mangolini e Lorenzo Bassotto
le infinite tenerezze del calcio e la sua insostenibile leggerezza e tutta la Vita che vi ruota attorno
Lo spettacolo è la trasposizione teatrale del libro “Lettere a mio figlio sul calcio”, del noto giornalista sportivo Darwin Pastorin, adattato in forma scenica a Fabio Mangolini Maria Grazia Capulli e da Pastorin medesimo. Tutto ruota attorno ad un pallone, la vita della povera gente e dei personaggi mondiali, i bambini ed i papà, il Brasile terra di emigranti italiani e l’Italia del miracolo economico, Herrera e Rocco, il sole di Rio e le nebbie di Torino, l’euforia degli anni 60 ed il Vietnam, le figurine panini, l’urlo di Tardelli.... I sogni e le asprezze di tutta la nostra epoca, attraversata dal filo rosso del calcio. Un viaggio nella memoria attraverso le gesta di personaggi che, dentro e fuori dal campo di gioco, hanno regalato emozioni e divertimento a milioni di persone: il calcio diventa sinonimo e simbolo del riscatto di un’umanità spesso dolente, povera, ma desiderosa di sognare
- Darwin Pastorin - Nato a San Paolo del Brasile da emigranti veronesi. Giornalista-scrittore, è direttore della testata giornalistica sportiva de La7, dopo essere stato inviato speciale e vicedirettore di "Tuttosport", direttore responsabile di Tele+ e Stream, direttore ai nuovi programmi di Sky-Sport. Editorialista de "Il Manifesto", "Diario della settimana", "Amica", collabora con "La Stampa", "Liberazione", "l'Unità", "Il Messaggero", "Il Gazzettino di Venezia". Ha vinto numerosi premi per la sua attività di cronista e scrittore. Ha pubblicato: Ode per Mané, Ti ricordi, Baggio, quel rigore?, Storie e miti dei mondiali con Gianni Minà, Le partite non finiscono mai L'ultima parata di Moacyr Barbosa. Il suo ultimo libro si intitola Avenida del Sol. A piedi scalzi in Sudamerica.
INFO Fondazione Aida045 8001471/595284 |